top of page

Garau ed il MAC: un esordio maestoso e una eredità ingombrante.

  • stefluca66
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Garau è stato ufficialmente il più giovane dei firmatari del Manifesto del Concretismo Italiano: nel 1948 aveva 25 anni. Intellettualmente e praticamente è stato artefice della nascita del MAC. Questo lo ha portato sotto i riflettori dei collezionisti insieme agli artisti più maturi e importanti del gruppo. Paragonate alle opere dei grandi come Soldati o Munari le sue non potevano che essere acerbe ed intrise di impressioni dei suoi mentori. Ciò che però fa di Garau un astrattista di primo piano è tutto quello che seguirà: la sua originalissima ricerca, durata una vita intera, basata sulla psicologia della Gestal e sul percettivismo. Il rigoroso sostrato scientifico sul quale basa tutta la sua espressione artistica è unico nel suo genere e sottopone l'osservatore ad un insieme di stimoli tale da generare emozioni uniche in chi è "addestrato" a percepirle. Un mio cliente, oncologo, mi confidò che dopo una pesante giornata in reparto, gli fosse di conforto il pensiero di tornare a casa e mettersi davanti al suo grande Garau. Non già per una generica bellezza, ma per via di tutta quella serie di reazioni inconsce che le opere di Garau inducono donando, in questo caso limite, un momento di distrazione.

Tornando al punto, nonostante la peculiarità di Garau sia tutto ciò che ha realizzato attraverso la sua personalissima ricerca, il mercato premia ancora le immature opere del 1948 con quotazioni che hanno raggiunto anche i 10.000€ mentre tutto ciò che segue lo vede assestare aggiudicazioni molto più modeste.

Riuscirà il mercato dei collezionisti a trovare il coraggio di dare anche un valore economico alla sua ricerca, allineandosi al giudizio della critica? Per ora ci accontentiamo di vedere scambi vivaci e frequenti, assenza quasi totale di invenduti e, qua e là, piccole punte di record.



 
 
 

Commenti


bottom of page